

VITERBO - E' iniziato al Foro italico di Roma il processo nell'ambito dell'inchiesta calcioscommesse. Oggi è il turno delle prime udienze in commissione disciplinare presideuta da Sergio Artico. Clima teso: un gruppetto di ultrà della Juventus ha contestao il procuratore federale Stefano Palazzi. Nei suoi confronti uno scriscione con la scritta ''Palazzi pezzo di m...'' e cori di scherno ''buffone''. E' stata espressa solidarietà al procuratore da parte di Artico.
Tre mesi e 200 mila euro d'ammenda: questo il patteggiamento concordato tra la Procura federale e i legali di Antonio Conte, l'allenatore della Juventus deferito per le omesse denunce relative alle presunte combine delle partite Novara-Siena e AlbinoLeffe-Siena della primavera 2011. 'Conte - ha informato Palazzi - ha espresso il desiderio che questi importi possano essere destinati a scopi benefici e solidaristici e la Procura ha espresso il suo consenso'. Ora l'accordo tra accusa e difesa verrà sottoposto al giudizio della Commissione Disciplinare che però non ha accettato ritenendo non congrua la pena a tre mesi di sospensione. Secondo il collegio l'allenatore della Juventus dovrebbe essere fermato per circa sei mesi.
Respinte anche le istanze di patteggiamento di Savorani, Alessio, D'Urbano, Poloni e Passoni. Motivazione: 'Non sono congrue le pene'. Accolto il patteggiamento per Carobbio (4 mesi), Da Costa (3 mesi e 30 mila), Faggiano (4 mesi inibizione), Gervasoni (3 mesi), Larrondo (mesi 3 e 20 giorni + 30mila euro), Sala (2 anni), Stellini (2 anni + 50mila), Torino (-1 punto + 30mila euro), Varese (-1 punto + 30mila euro).
Il processo coinvolge anche Piero Camilli, il patron del Grosseto nativo di Grotte di Castro. La società biancorossa rischia la retrocessione d'ufficio in Lega pro, l'ex serie C1, mentre per Camilli una pena fino a tre anni.
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