ANNO 27 n° 266
La memoria difensiva arriva in Figc
Il pool di avvocati composto da Grassani, Valentini e Bruno depositeranno il fascicolo domani. Negato a Piero Camilli il confronto con il ds del Brescia Andrea Iaconi
29/07/2012 - 04:00

VITERBO – Da Bologna a Roma ci sono tre studi legali che, da venerdì mattina, sono in fermento. E c’è un pool di professionisti ed assistenti che stanno passando al setaccio quei dieci faldoni contenenti il materiale probatorio acquisito dalla Procura di Cremona nell’ambito dell’indagine sul calcioscommesse, che vede coinvolto il patron del Grosseto Calcio Piero Camilli (anche presidente del consiglio di Palazzo Gentili e sindaco di Grotte di Castro, oltre che apprezzato imprenditore viterbese).

Camilli, che rischia una condanna fino a tre anni per “alterazione dello svolgimento e del risultato della gara”, si è detto “sereno” e convinto di riuscire a “dimostrare la completa estraneità ai fatti che mi vengono contestati”. E cioè aver “posto in essere atti diretti ed idonei ad alterare il regolare svolgimento” della gara Ancona-Grosseto, del 30 aprile 2010, finita 1-1, al fine di assicurare al Grosseto l’accesso ai play off.

“Questo processo mi sembra assolutamente vergognoso –ha detto ieri Camilli ai microfoni di Radio Sportiva - il mondo del calcio è marcio: ci hanno rubato due volte la serie A e stiamo perdendo tempo dietro queste situazioni ridicole”. E, in riferimento al primo processo, ha dichiarato: “E’ stato pazzesco; la responsabilità oggettiva è scandalosa: ma come, io vengo truffato e tradito dai miei giocatori, e devo pure pagare? Assurdo”.

Stando ad alcune indiscrezioni, intanto, pare che Camilli abbia chiesto più volte un confronto con quello che considera il suo principale accusatore difronte alla Commissione. Confronto che, però, gli sarebbe stato negato. A confermare che, comunque, tra il ds del Brescia Andrea Iaconi e il patron del Grossetto sia ormai guerra aperta ci sarebbero le dichiarazioni rilasciate da Camilli in sede di interrogatorio e riportate sempre ieri dalla Gazzetta dello Sport. “Iaconi era molto amico di determinati giocatori, in particolare quelli coinvolti nel calcioscommesse e non posso escludere, considerato quanto emerso, che lo stesso fosse uno scommettitore e facesse parte di un gruppo organizzato per l’alterazione delle partite di calcio…”. Alla luce di tali affermazioni, adesso, Iaconi sarebbe intenzionato a procedere per vie legali contro Camilli per tutelare la propria persona.

Ieri l’altro, nel frattempo, gli avvocati di Camilli hanno preso possesso della copiosa documentazione in cui il procuratore federale Stefano Palazzi ha messo nero su bianco la ricostruzione dei fatti e, quindi, le accuse che, se confermate, spedirebbero il Grosseto nel campionato di Prima Divisione. A rappresentare legalmente Camilli è il bolognese Mattia Grassani (considerato un luminare della giurisprudenza sportiva), che ha assunto la difesa dell’imprenditore insieme ai noti penalisti Enrico Valentini e Pierfrancesco Bruno (nella foto). Professionisti, che insieme ad un nutrito team di collaboratori, dovranno dimostrare l’innocenza del loro assistito rispettando gli strettissimi tempi della giustizia sportiva. Entro domani sera, infatti, dovranno già presentare la memoria all’indirizzo della Figc, in via Po, a Roma.

L’inizio del procedimento è previsto per mercoledì prossimo (1° agosto), mentre la sentenza, se i tempi fissati dal presidente della Disciplinare Sergio Artico saranno rispettati, potrebbe arrivare già prima di Ferragosto. (Il procedimenti si svolgerà presso l'ex ostello della Gioventù del Foro Italico).

 

 

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