

VITERBO - Il verdetto di secondo grado della Corte federale ha visto la conferma del proscioglimento del difensore della Juventus Leonardo Bonucci, deciso lo scorso 10 agosto dalla commissione disciplinare della Figc, nell'ambito del processo sportivo sul calcioscommesse.
Buone notizie anche per il presidente del Grosseto Calcio Piero Camilli. La Corte di giustizia Federale, infatti, ha accolto il suo ricorso annullando le sanzioni decise dalla Disciplinare: in primo grado i giudici avevano punito Camilli con 5 anni di inibizione per la partecipazione alla combine della partita Ancona-Grosseto dell'aprile 2010, mentre la società toscana era stata retrocessa in lega Pro.
L’appello del Grosseto, il più spinoso insieme a quello di Antonio Conte, è stato dibattuto a lungo ma alla fine è prevalsa la linea garantista con l'accoglimento delle tesi difensive degli avvocati Enrico Valentini, Pierfrancesco Bruno e Mattia Grassani per il presidente Camilli e la società.
Per quanto riguarda Bonucci, la Corte di giustizia della Federcalcio ha respinto il ricorso della Procura Federale contro il proscioglimento deciso in primo grado lo scorso 10 agosto. Secondo il procuratore federale Stefano Palazzi, infatti, sia Bonucci che il collega bianconero Simone Pepe erano a conoscenza della tentata combine di Udinese-Bari. Il suo impianto accusatorio però non ha retto, e la sentenza di stamani ha definitivamente spazzato l’accusa di illecito sportivo che pendeva sul difensore di Pianoscarano.
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